Piove stamattina nel mio paese e il suo rumore di vento giunge nelle mie orecchie dolce.
E' come se fosse ancora buio, come se la sera passata in realtà non sia mai passata!
Mentre il giorno cammina ed io cerco di destarmi con una una tazzina di caffè da questo assonnante ticchettio sulla mia testa, sento le auto correre e, sotto le ruote, scivolare violentemente l'acqua intrappolata in qualche buca sull'asfalto.
Stamane ho ancora sonno e i libri sulla scrivania mi ricordano inquieti, ormai da giorni, che è ora di svegliarsi e di imparare ad amare ciò che le loro pagine mi offrono ormai da anni! Tentano di ricordarmi quanto sia importante capire che fine farà il debitore se non paga, che rischi avrà e che beni i creditori potranno mai pignorare. Ma quanta materia e tecnicismo separa questi poveri libri dalla mia anima così sopra le nuvole! Tra un pò cercherò di adempiere il mio dovere e, facendo finta di averne voglia, inizierò a studiare.
Mentre il mio mobile tenta di asciugarsi con questo scirocco, io colmerò queste ore vuote. Le riempirò di parole tecniche, di frasi a volte insensate che portano ad un risultato a cui io sarei giunta in maniera molto più semplice e lineare. Le riempirò del mio dovere e di quella responsabilità di cui una quasi trentenne dovrebbe già essere dotata. E poi sarò più felice dopo, o quantomeno serena, di aver adempiuto, com'è giusto che sia, il mio dovere di studentessa ormai fuori corso.
Solo dopo mi recherò in quella magica stanza piena di pennelli e di colori, dove si respira il profumo del legno, della trementina, della cera ai fiori selvatici, dei colori ad olio. Aspetterò davanti a quel mobile imbiancato dal fondo gesso come fosse un foglio bianco, la mia ispirazione e, dolcemente, le farò guidare la mia mano!























